Usare RIR e RPE senza testare il massimale

Le percentuali del massimale presumono che il tuo massimale sia quello di oggi, il che non è quasi mai vero. RIR e RPE risolvono la cosa: invece di fissare il carico, fissi lo sforzo e lasci che il carico segua la giornata.

1.Il problema delle percentuali

Prescrivere «4×6 all’80% del massimale» sembra preciso, ma poggia su un numero misurato un giorno e già falso il giorno dopo. Un massimale sale lungo un blocco, cala dopo una settimana di sonno scarso e si muove con la temperatura della sala e l’ora dell’allenamento.

Testare un massimale costa inoltre una seduta intera e un po’ di fatica, e per l’ipertrofia non aggiunge nulla. Per chi non gareggia è un costo senza ritorno.

2.RIR: contare ciò che è rimasto

Il RIR sono le ripetizioni di riserva: quante ne avresti ancora fatte quando hai chiuso la serie. RIR 0 è cedimento, RIR 2 significa che ne restavano due. È un conteggio, non una sensazione vaga.

La prescrizione si legge così: «3×8 a RIR 2» vuol dire scegliere un carico con cui, all’ottava ripetizione, ne resterebbero due. Se la serie finisce con cinque di riserva, il carico era leggero; se sei andato a vuoto alla settima, era pesante. Si aggiusta sempre il carico, mai il numero di ripetizioni scritto.

3.RPE: la stessa cosa letta al contrario

Il RPE è una scala di sforzo da 1 a 10. Nella versione usata nell’allenamento della forza si legge come l’inverso del RIR: RPE 10 è cedimento, RPE 9 una ripetizione di riserva, RPE 8 due, RPE 7 tre.

Fa lo stesso lavoro ma comunica meglio tra allenatore e atleta, perché un numero sulla scala non obbliga a discutere di carichi assoluti. Due atleti di forza diversa fanno «4×6 @ RPE 8» con pesi diversi e lo stesso stimolo relativo.

4.Come distribuire lo sforzo lungo il blocco

Inizia il mesociclo largo e stringi alla fine. Una progressione semplice di quattro settimane: RIR 3 la prima, RIR 2 la seconda, RIR 1 la terza, RIR 1 o 0 sugli ultimi esercizi della quarta, e scarico la quinta.

Il carico sale da solo con questa logica. Se le ripetizioni restano uguali e il RIR scende, devi mettere più peso sul bilanciere per arrivare allo stesso numero: la progressione è dentro la prescrizione invece di essere una decisione settimanale.

5.Dove stringere e dove lasciare margine

Sui fondamentali pesanti — squat, panca, lento avanti — conviene lasciare quasi sempre una o due ripetizioni di riserva. Il cedimento lì costa molta fatica, richiede qualcuno che ti assista ed è dove la tecnica si rompe per prima.

Sull’isolamento e sulle macchine avvicinarsi al cedimento è sicuro, ed è lì che RIR 0 o 1 rende di più. Un’estensione per tricipiti portata a cedimento non ti toglie la settimana; uno squat a cedimento sì.

6.Calibrare la stima

Quasi tutti sottostimano il RIR all’inizio: credono di averne due di riserva e ne hanno cinque. La calibrazione si fa portando ogni tanto una serie al cedimento, su un esercizio di isolamento sicuro, e confrontando con la stima.

Con la pratica l’errore si chiude. Finché non si chiude, dai per scontato di essere più lontano dal cedimento di quanto pensi e scegli il carico di conseguenza: è l’errore che costa meno.

7.Scrivere tutto questo in un piano

In NoteFit il RIR o il RPE si scrive accanto alle ripetizioni, nel campo di testo libero di ogni esercizio: «8-10 · RIR 2». Il piano di esempio di queste guide usa esattamente quel formato su uno degli esercizi della seconda seduta di parte alta.

Il resto resta uguale: le serie continuano a contare nel volume settimanale del muscolo, con o senza RIR a fianco. Lo sforzo dice quanto vicino al cedimento va ogni serie; il volume dice quante serie ha ricevuto il muscolo.

Schermata di allenamento di NoteFit con gli esercizi di Alta A, serie, ripetizioni, recuperi e carichi.
Alta A nell’app: ogni esercizio con le sue serie, ripetizioni, recupero e carico.

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Riferimenti

Lavori consultati per gli intervalli e le definizioni di questa pagina. Dove la risposta onesta è un intervallo, è l’intervallo che questi lavori sostengono, non un numero esatto.

  1. Zourdos MC, Klemp A, Dolan C, Quiles JM, Schau KA, Jo E, Helms E, Esgro B, Duncan S, Garcia Merino S, Blanco R (2016). Novel resistance training-specific rating of perceived exertion scale measuring repetitions in reserve. Journal of Strength and Conditioning Research, 30(1), 267–275. doi:10.1519/JSC.0000000000001049

    Lo studio che ha proposto la scala dello sforzo percepito basata sulle ripetizioni di riserva per l’allenamento con i pesi.

  2. Helms ER, Cronin J, Storey A, Zourdos MC (2016). Application of the repetitions in reserve-based rating of perceived exertion scale for resistance training. Strength and Conditioning Journal, 38(4), 42–49. doi:10.1519/SSC.0000000000000218

    Come applicare quella scala nel prescrivere l’allenamento, che è l’uso che ne facciamo qui.

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Domande frequenti

RIR o RPE, quale uso?

Portano la stessa informazione. Usa il RIR se preferisci contare ripetizioni, il RPE se preferisci una scala. L’importante è usarne sempre uno solo, così i numeri di settimane diverse si confrontano.

Devo mai testare il massimale?

Per l’ipertrofia no. Se gareggi nella forza sì, ma in fasi dedicate e poche volte l’anno, non come modo di prescrivere l’allenamento quotidiano.

E se sbaglio una ripetizione a metà blocco?

Succede e non rovina niente. Abbassa il carico su quella serie e vai avanti; se accade due settimane di fila sullo stesso esercizio, la fatica si è accumulata e lo scarico chiede di arrivare prima.